Quante altre volte riguarderò la quarta stagione?
17 nov 2009 Lascia un commento
in Film
Io amo Ally McBeal
02 nov 2009 5 commenti
in Film
L’ospite inatteso.
19 ott 2009 Lascia un commento
in Film
Non ci sono molte parole. Anzi, direi che proprio si commenta da solo.
I cento passi
24 apr 2007 Lascia un commento
in Film
"E sai camminare?" "so camminare" "E contare e camminare insieme lo sai fare?" "credo di si"
"Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4.." "ma dove stiamo andando?" "..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?
U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi"
(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato)
Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un’ideale ti porterà dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
"Noi ci dobbiamo ribellare" (dal film)
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l’hanno più trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
"E’ solo un mafioso, uno dei tanti"
"E’ nostro padre" "mio padre, la mia famiglia, il mio paese.. ma io voglio fotter.. mene
io voglio scrivere che la mafia è una montagna di m.. erda, io voglio urlare!" (dal film)
HP
09 mag 2006 2 commenti
in Film
Mi chiedo se ho qualcosa che non funziona come dovrebbe…American History X
08 feb 2006 1 commento
in Film
Gonfio di rabbia e violenza, Derek, leader di un gruppo di naziskin americani, è finito in galera. Un calvario da cui esce cambiato, guarito e redento. Ora lo aspetta il compito più difficile, salvare dal suo stesso destino il fratello minore, cresciuto nel mito della razza e con il desiderio di emularlo. Ma in certi quartieri, in certe città, la salvezza è impossibile. E il passato, l’odio, la vendetta ti aspettano ad ogni angolo di strada.
Storia impressionante. Si può notare come la mente dell’
uomo alle volte ragioni solo per sentito dire, solo perché una persona più forte ti fa credere che il suo pensiero sia giusto.
Quanto ci si affidi ai luoghi comuni; quanto ci si aggrappa all’ignoranza della gente debole; quanto sia semplice modificare e manipolare il cervello di un uomo.
L’odio genera soltanto altro odio.
Non so quale voleva essere il tuo scopo facendomelo vedere…ma ora sono ancora più sicura di quello che penso, sono sempre più convinta che il mondo fa schifo in ogni sua parte e perdo ogni tipo di fiducia nell’uomo.
E’ l’ignoranza che crea la violenza…
Guarda per la strada il ragazzo che non sa, forse ha la ragazza ma che farsene non sa, potrebbe fare tante cose ma voglia non ne ha perche’ gia’ sta bene con i soldi di papa’.
Con il motorino va in giro di qua e di la’ se trova un marocchino xe era pe’ iddhru lu spara.
Te dico e’ l’ignoranza che crea l’intolleranza di gente cieca e senza coscienza che e’ violenta, ma non per esigenza: e’ solo oppressa dalla sua stessa esistenza.
Nienti cangia intra lu ghettu …
Perche’ in Italia c’e’ questa realta’ vieni condannato alla tua poverta’, la tua ignoranza serve alle autorita’ perche’ la cultura si paga a suon di milioni e sempre più e’ dei padroni, quelli che girano nei macchinoni sempre pronti a fare proclami.
Intanto il povero nei ghetti e’ relegato la dominanza e’ il suo stato solo questo la strada gli ha insegnato: il più violento viene rispettato.
Ma e’ l’ ignoranza che crea la violenza…
Guarda per la strada il ragazzo che non ha niente abituato alla violenza del disprezzo della gente che lo vede povero e lo ritiene pezzente poche strade ha per non essere un perdente quella della violenza non gli costa proprio niente con un’arma in mano acquista il rispetto della gente. E’ l’ ignoranza che crea l’intolleranza di gente cieca e senza coscienza, che e’ violenta ma non per esigenza e’ solo vittima della sua stessa esistenza.
Nienti cangia intra lu ghettu …
E poi le immagini che ogni giorno ti fanno vedere le fanno diventare cosa quasi normale, anche un omicidio puo’ sembrare banale il fatto e’ che ad alcuni li fa anche esaltare, violenza che da’ fuoco all’alienazione e poi alla fine invece che insegnare crea panico e indifferenza totale. Giovane che mi ascolti non essere un violento usa l’energia che hai per il bene che porti dentro quello che e’ importante e’ solo il sentimento dell’amore per se stessi e di tutto quello che c’e’ intorno.
E’ l’ignoranza che crea l’intolleranza,e’ l’ignoranza che crea la violenza,e’ l’ignoranza che crea l’indifferenza,e’ l’ignoranza che crea la violenza
Nienti cangia intra lu ghettu …
E’ l’ignoranza che crea la violenza…
E’ l’ignoranza che crea l’intolleranza
E’ l’ignoranza che crea la violenza…
Sud Sound System – Le radici della violenza
Match Point
17 gen 2006 Lascia un commento
in Film
I buoni film si d
evono poter riassumere in cinque righe. E’ una regola fondamentale dei bravi sceneggiatori. Se per raccontare la tua trama devi fare giri di parole allora vuol dire che sullo schermo non funzionerà.Il film di Woody Allen, Match Point si riassume tutto nelle prime cinque inquadrature. Una palla gialla da tennis che attraversa lo schermo da destra a sinistra…toc. Poi da sinistra a destra… toc. Poi da destra a sinistra…toc. Poi la palla inciampa sulla rete e a questo punto una voce off ci dice: «Sarà il caso o la fortuna a decidere se ora la palla cadrà da una parte o dall’altra. Se la partita sarà dunque persa o vinta». Se ci tieni a vincere, sappi dunque che la tua vita, come una partita da tennis, si gioca tutta in quella frazione di secondo.
Entrano in scena i personaggi del nostro dramma. Un giovane uomo, Chris, di umili origini irlandesi cerca di entrare nell’alta società londinese servendosi delle proprie capacità tennistiche. La strada verso l’obbiettivo gli si apre davanti dal momento in cui inizia a dar lezioni al rampollo Tom, padre imprenditore con tenute principesche in campagna e sorella dal destino da zitella. Inevitabile che quest’ultima si innamori del bel Chris e anche che lui non si sottragga alle lusinghe. Il piano del racconto a questo punto è perfetto e procede come un treno, sino al giorno in cui Chris non incontra la conturbante Nola, fidanzata di Tom. La passione lo travolge, ma non gli impedisce di accettare un posto nell’alta finanza dal padre della sua fidanzata e presto sposa. L’ingranaggio a questo punto è perfettamente oliato per l’ex ragazzetto irlandese che ora viaggia con l’autista e ha un attico sul Tamigi. Tranne che la sua giovane moglie, con relativa famiglia, vuole a tutti i costi un erede e questo non viene, mentre la giovane e appassionata amante non vuole alcun pargolo e invece…Da qui in poi l’ingranaggio inizia a perdere i denti e si sentono echeggiare da lontano i tamburi della tragedia. Che puntualmente giunge, nera ed estenuante per lo spettatore e per i personaggi, e che solo un tocco di ironia finale aiuta ad alleviare.
Dopo anni di più o meno asfittiche commediole girate sotto casa, Allen
si sposta nel cuore di Londra, capitale della tragedia shakespeariana, e delinea finalmente il ritratto di un uomo che non ha nulla a vedere con lui. Bello, calcolatore, pronto alla scalata sociale a qualsiasi prezzo, Chris vive un tormento dichiaratamente ispirato a quello del Raskolnikov di Delitto e castigo di Dostojevskij, apertamente citato a inizio del film. La piccola tragedia umana di Match Point non avrebbe senso se non si appoggiasse – come il grande romanzo russo – su uno sfondo curato maniacalmente nei dettagli e oltre cui si stagliano personaggi di secondo piano capaci di rappresentare con minuzia il contesto sociale necessario all’azione. I riferimenti letterari sono dunque chiari (Cechov sempre e comunque), ma questa volta la mera, frustrata aspirazione del regista di Manhattan di giungere all’altezza dei suoi maestri si è trasformata in puro cinema, si è sollevata dall’ironia dei tentativi volutamente imberbi, per diventare arte. Visione forte, tragedia umana e, oltre lo schermo, una domanda che continua ad aleggiare nelle coscienze degli spettatori: cosa incide più profondamente sul destino, le nostre azioni o il caso?
La sensazione è chiara. Woody Allen questa volta ha fatto le cose seriamente. Si è messo a studiare alla scuola di Fiodor Dostoievskij e ha superato l’esame. Dopo molto tempo, il suo cinema torna a crescere e, forse per la prima volta, ci inquieta l’anima.

SpEtTaCoLaRe…dA vEdErE
28 dic 2005 1 commento
in Film
Le Cronache di Narnia — Il Leone la Strega e l’Armadio narra dei quattro giovani fratelli Pevensie che, mentre giocano a nascondino nella casa di campagna di un vecchio professore, trovano per caso un armadio fatato che li conduce in luoghi che non avrebbero mai sognato di visitare. Dopo aver aperto l’anta dell’armadio, si allontanano dalla Londra della II Guerra Mondiale per immergersi nello spettacolare universo parallelo di Narnia — un regno magico popolato da animali parlanti e creature mitologiche.
Purtroppo però, questo splendido luogo è stretto nella morsa di un gelo senza fine, per via di un terribile incantesimo lanciato da Jadis, la Strega Bianca. Grazie all’aiuto del sovrano di Narnia, il saggio e mistico leone Aslan, i quattro ragazzi riusciranno a guidare Narnia in una battaglia spettacolare che la libererà per sempre dalla schiavitù del ghiaccio. Caratterizzato dai temi sempre attuali della lotta fra bene e male,
Le Cronache di Narnia è una favola dei nostri tempi incentrata sull’importanza della famiglia, del coraggio e della speranza, che non deve mai venire meno, neanche nei momenti più bui della vita. Un lavoro meticoloso che il regista Andrew Adamson, ha cercato di portare avanti cercando di esprimere al meglio la visione della storia dello scrittore C.S. Lewis.
Il neozelandese Adamson è alla prima regia di un film live action, dopo il meritato successo dei due capolavori di animazione, premiati con l’Oscar® Shrek e Shrek 2. Adamson ha cercato di esprimere nel film l’entusiasmo che lui stesso, da bambino, ha provato nel leggere i libri di C.S. Lewis, una passione che oggi incontra gli straordinari progressi tecnici della cinematografia. 
Le Cronache di Narnia — II Leone, la Strega e l’Armadio ha reso possibile per molti bambini, un viaggio nel regno della fantasia; di conseguenza era necessario non tradire l’immagine che i lettori hanno di quella realtà, possibilmente cercando di sorprenderli rispetto alle loro aspettative.


Tutto ciò che dite..