50 €
28 dic 2005 Lascia un commento
in Storielle
Paolo, con la faccia triste e abbattuta, si ritrovò con la sua amica Carola in un bar per prendere un caffé. Depresso, scaricò su di lei tutte le sue preoccupazioni… e il lavoro… e i soldi … e i rapporti con la sua ragazza e la sua vocazione! …
Tutto sembrava andar male nella sua vita. Carola introdusse la mano nella borsa, prese un biglietto da 50 EURO e gli disse: “Vuoi questo biglietto?” Paolo, un po’ confuso, all’inizio le rispose: ”Certo Carola … sono 50 EURO, chi non li vorrebbe?” Allora Carola prese il biglietto in una mano, lo strinse forte fino a farlo diventare una piccola pallina.
Mostrando la pallina accartocciata a Paolo, gli chiese un’altra volta: ”E adesso, lo vuoi ancora?” “Carola, non so cosa intendi con questo, però continuano ad essere 50 EURO. Certo che lo prenderò anche cosi, se me lo dai.”
Carola spiegò il biglietto, lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede, riprendendolo quindi sporco e segnato. “Continui a volerlo?” “Ascolta Carola, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un biglietto da 50 EURO, e finché non lo rompi, conserva il suo valore.”
”Paolo, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi, anche se la vita ti piega o accartoccia, continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre… Quello che devi chiederti e quanto vali in realtà, e non quanto puoi essere abbattuto in un particolare momento.” Paolo si paralizzò guardando Carola senza dire una parola, mentre l’impatto del messaggio entrava profondamente nella sua testa. Carola mise il biglietto spiegazzato di fianco a lui, sul tavolo, e con un sorriso complice disse: “Prendilo, ritiralo perché ti ricordi di questo momento quando ti senti male… però mi devi un biglietto nuovo da 50 EURO per poterlo usare con il prossimo amico che ne abbia bisogno.
Gli diede un bacio sulla guancia e si allontanò verso la porta. Paolo tornò a guardare il biglietto, sorrise, lo guardò e con una nuova energia chiamò il cameriere per pagare il conto …" Quante volte dubitiamo del nostro valore, di cosa meritiamo veramente e di cosa possiamo conseguire?
Ora rifletti bene. Cerca di rispondere a queste domande:
1- Nomina le 5 persone più ricche del mondo.
2 – Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo.
3 – Nomina 10 vincitori del premio Nobel.
4 – Nomina i 5 ultimi vincitori del premio Oscar come miglior attore o attrice. Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri.
Gli applausi se ne vanno … i trofei si impolverano… i vincitori si dimenticano … Adesso rispondi a queste altre:
1 - Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione.
2 – Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili.
3 – Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale.
4 – Nomina cinque persone con cui passi il tuo tempo. Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi. Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te.
Rifletti un momento…
La vita é molto corta! Tu, in che lista sei? Non lo sai?
… Permettimi di darti un aiuto… Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio.
Se invii questa mail, magari riusciamo a cambiare il nostro cuore e quello di qualcun altro.
”Una candela non perde niente nell’accendere un’altra candela"

Il girasole
20 ago 2005 Lascia un commento
in Storielle
In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome.
Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo.
Per le altre piante nobili del giardino era né più né meno una erbaccia e non gli rivolgevano la parola.
Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bontà e di ideali.
Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose,
le altre piante si stiracchiavano pigre.
La pianta senza nome, invece, non si perdeva un solo raggio di sole.
Se li beveva tutti uno dopo l’altro.
Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri, in linfa.
Tanto che, dopo un po’, il suo fusto che prima era rachitico e debole,
era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri.
Le piante del giardino cominciarono a considerarlo con rispetto, e anche con un po’ d’invidia.
«Quello spilungone è un po’ matto», bisbigliavano dalie e margherite.
La pianta senza nome non ci badava.
Aveva un progetto.
Se il sole si muoveva nei cielo, lei l’avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante.
Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all’unisono con il sole.
Così non si sarebbero lasciati mai.
Le prime ad accorgersene furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari.
«Si è innamorato del sole!», cominciarono a propagare ai quattro venti.
«Lo spilungone è innamorato del sole!», dicevano ridacchiando i tulipani.
«Ooooh, com’è romantico!», sussurravano pudicamente le viole mammole.
La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole.
Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario.
E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo.
Così i garofani gli misero nome «girasole».
Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato.
Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: «Mi chiamo Girasole!».
Rose, ortensie e dalie non cessavano però di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che
nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato.
Furono le bocche di leone, i fiori più coraggiosi dei giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole.
«Perché guardi sempre in aria?
Perché non ci degni di uno sguardo? Eppure siamo piante, come te»,
gridarono le bocche di leone per farsi sentire.
«Amici», rispose il girasole, «sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole.
Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui.
Lo seguo nel suo cammino.
Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un pò.
Che ci volete fare?
Il sole è la mia vita e io vivo per lui…».
Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l’udirono tutti i fiori del giardino.
E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per «l’innamorato del sole».
Il girasole afferma che la perseveranza non è una virtù cieca.
E’ l’atteggiamento di chi si propone un obiettivo ben chiaro, un ideale, e poi, costi quello che costi, lo raggiunge.
Il racconto afferma anche che l’ideale "trasforma" colui che lo persegue: i grandi ideali fanno i grandi uomini.

Il gufo
18 ago 2005 4 commenti
in Storielle
Uno era diventato ricco, l’altro era povero.
Mangiarono insieme, e rievocarono i ricordi comuni.
Poi il povero si addormentò.
L’amico, colmo di compassione,
prima di partire gli fece scivolare in tasca
un grosso diamante di valore inestimabile.
Ma al risveglio il povero non trovò quel tesoro
e continuò la vita di sempre.
fecero nuovamente incontrare i due amici…
"Dimmi perché",
disse il ricco all’amico, vedendo che era ancora in miseria,
"non hai trovato il tesoro che ti avevo messo in tasca?"…
Ogni uomo o donna che vivono con noi ci regalano tesori preziosi.
Il più delle volte però non ce ne accorgiamo…

IL PARADOSSO
16 ago 2005 1 commento
in Storielle
Il paradosso del nostro tempo nella storia..
..è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse,
autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo meno,
comperiamo di più, ma godiamo meno.
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole,
più comodità, ma meno tempo.
Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso,
più conoscenza, ma meno giudizio,
più esperti, e ancor più problemi,
più medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo,
spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco,
guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo,
facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi,
vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna,
ma non riusciamo ad attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo
vicino di casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l’ aria, ma inquinato l’ anima.
Abbiamo dominato l’ atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di più, ma impariamo meno
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per
produrre più copie che mai,
ma comunichiamo sempre meno.
Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta,
grandi uomini e piccoli caratteri,
ricchi profitti e povere relazioni.
Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi,
case più belle, ma famiglie distrutte.
Questi sono i tempi dei viaggi veloci,
dei pannolini usa e getta,
della moralità a perdere,
delle relazioni di una notte,
dei corpi sovrappeso,
e delle pillole che possono farti fare di tutto,
dal rallegrarti al calmarti, all’ ucciderti.
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in
cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri,
o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno
con te per sempre.
Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso
in soggezione,
perchè quella piccola persona presto crescerà,
e lascerà il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a
fianco, perchè è l’ unico tesoro che puoi dare con il cuore,
e non costa nulla.
Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo. Un
bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo
dell’ anima.
Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti,
perchè un giorno quella persona non sarà più lì.
Dedica tempo all’ amore,
dedica tempo alla conversazione,
e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.
E RICORDA SEMPRE:
la vita non si misura da quanti respiri facciamo,
ma dai momenti che ci tolgono il respiro
Tutto ciò che dite..